Le origini del rione Cascame

La parrocchia di San Giuseppe al Cascame ha compiuto nel 2015 i suoi primi 80 anni di vita, ma la comunità dei cascamini ne ha molti di più: intorno ai 100.

Possiamo infatti far coincidere senz’altro l’origine del rione Cascame con la costruzione dello stabilimento della Società per la Filatura dei Cascami di Seta (1896/1903).

Ed anche per i successivi 30/40 anni la storia del Cascame è strettamente legata all’industria che ha dato il nome al rione, sia pure riducendolo al singolare (Cascame deriva senza dubbio da Cascami Seta).

Insieme con lo stabilimento, la Cascami Seta si era preoccupata di costruire un certo numero di case destinate ad ospitare i lavoratori provenienti da altri paesi, con le loro famiglie. Considerata la distanza del rione dal centro della città, l’azienda si preoccupò della istruzione dei bambini, costruendo un apposito fabbricato per le prime due classi della scuola elementare. Si preoccupò pure delle necessità religiose delle convittrici e della popolazione del rione, destinando alcuni locali dello stabilimento a sacrestia e cappella, con apertura anche all’esterno.

Condividere un patrimonio comune può essere requisito indispensabile perchè una comunità si senta veramente tale.

La prima cappella

Nel 1910 i dirigenti della Cascami Seta ufficializzarono la comunità del servizio religioso, chiedendo alle autorità ecclesiastiche un cappellano fisso, che a spese della Cascami stessa celebrasse la messa e si occupasse della istruzione catechistica degli operai e dei loro figli.
Il giorno 8 settembre, si ebbe la prima processione di Maria Bambina.

La nuova chiesa

Nel 1926 veniva costruito dalla cascami un grandioso convitto, con numerose varianti nella disposizione interna dello stabilimento.

La cappella fu spostata altrove e rimase completamente interna, senza possibilità di accesso per il pubblico esterno.

Venne cioè chiusa la cappella di Maria Bambina e la comunità dei cascamini rimase improvvisamente senza chiesa e senza assistenza religiosa. Si corse il rischio che tutto il lavoro pastorale fatto fino a quel momento, con tanti sacrifici e tanta fatica, andasse improvvisamente vanificato.

A monsignor Scapardini, nuovo vescovo di Vigevano, si pose subito il problema di risolvere quella situazione. Egli decise allora che fosse maturato il momento per dotare la comunità del Cascame di una sua propria chiesa e si rivolse alla direzione della Cascami Seta per ottenere il terreno su cui costruirla.

Il 12 settembre 1926, festa di Maria Bambina, fu posta la prima pietra della chiesa, progettata dalla scuola di arte cristiana Beato Angelico di Milano, su un sedime regalato dalla Cascami Seta.
Considerata la composizione sociale dei residenti, la nuova chiesa fu dedicata a San Giuseppe, patrono dei lavoratori.

La chiesa venne aperta al culto il 6 novembre 1927.

Il crollo del 1943

La notte tra il 20 ed il 21 gennaio 1943, ad ora imprecisata, per la rottura di una trave traversa in un punto nodoso, precipitava rovinosamente parte del soffitto della chiesa.

Si ritenne che il crollo avvenisse intorno alle ore 23,30 in quanto i vicini ed il parroco ricordarono che a quell’ora sentirono un rumore assordante e l’abbaiare continuo dei cani della zona. La notte era piovigginosa e vi era a terra molta neve, che dovrebbe avere attutito il rumore.
Risultò chiaro che il crollo fu dovuto a deficienze costruttive.