Il coro parrocchiale

BREVI CENNI STORICI

La prima “Schola Cantorum” è nata non molti anni dopo la fondazione della nostra parrocchia nel periodo della guerra 1940/1945.
Fondatore fu Antonio Molina soprannominato “Tugnin”, maestro anche della banda cittadina di S. Cecilia e primo organista del cascame.
In quel tempo era obbligo cantare (rigorosamente in latino) gli uffici per i defunti e i vespri domenicali, a cui il “Tugnin” teneva in modo particolare.

Eredi naturali  del maestro furono i suoi figli: Pina e Francesco, rispettivamente all’armonium e alla direzione del coro.

Ma fu con il curato don Rino Dossena, che la corale prese una svolta qualitativa. Raffinato pianista, don Rino introdusse i canti polifonici, che conferivano una particolare solennità alle celebrazioni liturgiche più importanti.

Partito però don Rino, la corale ebbe un periodo di crisi, cui seguì l’impegno del nostro caro avvocato Vittorio Betassa, il quale riuscì a formare un gruppo legato non solo dal comune interesse per il canto, ma anche da profonda amicizia (che durerà per molti anni a venire). Oltre a cantare nelle celebrazioni, la corale si impegnava molto anche nelle operette,  recitate e cantate nel nostro salone del cinema. Purtroppo però  anche quella realtà a poco a poco si dileguò, secondo i destini personali dei giovani che componevano il gruppo.

Dopo un breve tentativo da parte della signora Antonietta Bacchetta De Marchi, il coro fu riorganizzato dalla instancabile suor Elisabetta, grazie anche all’aiuto della signorina Elia Manzini all’organo e il signor Pierino Bergamaschi alla chitarra.

Siamo negli anni ‘70 e i brani proposti nelle liturgie risentono della modernità postconciliare: i canti sono più semplici e si propende a far cantare l’assemblea. In quell’occasione si riesce a mettere insieme un discreto gruppo di giovani.

Nei primi anni ‘80 la direzione del coro passa a Don Santo, collaboratore del parroco don Piero Suman.  Don Santo reintrodusse un repertorio più classico con svariati canti del Perosi e con a disposizione molti adulti tra le fila, ripristinando così lo stile della Schola Cantorum per le solennità principali.    

E’ da allora che chi vi scrive, poco più che bambino, ha iniziato a suonare l’organo nella nostra chiesa, interrompendo il servizio solo nel periodo di leva, e comunque sostituito dal maestro Paolo Marin (diplomato in pianoforte) e successivamente ancora dalla signora Pina Molina. Con la morte di don Santo la corale ha introdotto nel repertorio liturgico molti canti nuovi, dallo spirito più giovanile ma non meno impegnativi tecnicamente, anche a motivo del ricambio di persone che fanno parte del coro, riempito da giovani leve. Su richiesta dell’allora  parroco don Carlo Pasini, si è sempre cercato di essere presenti e di animare tutte le celebrazioni domenicali.

La Provvidenza poi ci ha donato altri musicisti (Cristiano Zatti e Manuele Cau alla chitarra e Manuel Izzi all’organo), e questo fatto è motivo di invidia da parte di molte parrocchie, nelle quali a malapena si riesce ad avere una Messa domenicale con accompagnamento musicale.

ECCOCI AI GIORNI NOSTRI…

Il nostro coro è composto da circa una ventina di elementi suddivisi in 3 voci, in quanto manca quasi totalmente la sezione dei bassi, diretti da Cristiano Zatti.

Siamo ancora impegnati in maniera costante nell’animazione delle celebrazioni domenicali e per le solennità; costante è l’impegno che mettiamo nel cercare di migliorare le nostre esecuzioni, con prove settimanali che ci tengono occupati quasi tutto l’anno.

Certo… nessuno di noi è un professionista del canto o della musica, ma devo ammettere che la sensibilità che mettiamo nelle esecuzioni è riconosciuta da tutti in città!

Con orgoglio, abbiamo esposto nel coretto della chiesa la targa ricordo che nel 2000 abbiamo meritato in occasione della vittoria per la partecipazione alla prima ed unica gara di corali, su giudizio di esperti musicisti.

Negli ultimi tempi ci sono state nuove adesioni; ma teniamo aperte le porte a chiunque voglia anche solo provare questa nostra esperienza… abbiamo sempre bisogno di “nuove leve”!!!!

Fabrizio Zatti